Uno spot inconsapevolmente macabro
Non si vuole insinuare che la Grimaldi stia facendo una sorta di pubblicità comparativa “subliminare”; bensì si sospetta che l’immagine che è stata scelta per suggerire l’idea di vacanza associata a una crociera, in questo momento sia inconsapevolmente un po’ macabra e, forse, anche un po’ controproducente per la Grimaldi: troppo “facile”, infanti, l’associazione mentale alla pratica dell’inchino.
Alle Officine della creatività per parlare di Web 2.0
Dalle 16 alle 19 di sabato 19 presso il CAG Icaro di Viale Abruzzi n. 11 a Cinisello Balsamo sei maestri d’arte daranno un assaggio dei corsi di danza hip-hop, fotografia, creazione di siti web, redazione radio, writing, dj che il centro propone a tutti i giovani del territorio del NordMilano. All’evento sarà possibile prenotarsi per poter frequentare i corsi, il tutto gratuitamente.
Io vi aspetto per parlare di Web 2.0
Scrittori 2.0
Scrivere 2.0. Gli strumenti del Web 2.0 al servizio di chi scrive di Luca Lorenzetti edito da Hoepli è un libro che, nella sua prima parte, è soprattutto utile ai principianti della pubblicazione tramite Web; mentre nella sua seconda parte può essere utile anche a quanti usano il Web da tempo.
La prima parte del libro, infatti, descrive in modo sintetico e chiaro i maggiori servizi gratuiti che la Rete mette a disposizione di quanti decidono di servirsene per pubblicare online i propri scritti. La seconda parte del volume, invece, è dedicata al mondo degli ebook e, per questo, può interessare anche coloro che finora hanno usato il Web per scrivere i loro blog o pubblicato i loro scritti in servizi ad hoc.
Va detto che il volume (come ben dice il sottotitolo) non si pone come obiettivo quello di suggerire i modi migliori per scrivere sul Web, ovvero, non è un manuale di scrittura; bensì ha come obiettivo quello di descrivere come utilizzare il Web per scrivere.
Ecco, allora, che i primi capitoli sono dedicati alla fase pre-scrittura: si va dalla presentazione dei servizi gratuiti che facilitano la redazione di una scaletta a quelli che aiutano la fase di documentazione. Si passa, poi, alla fase di scrittura vera e propria e l’Autore illustra bene non solo quei servizi che consentono agli “scrittori 2.0” di scrivere “in solitudine”, ma anche quelle applicazioni che facilitano la scrittura collaborativa (come possono essere i wiki o, molto più semplicemente, la redazione di documenti a “più mani”).
I restanti capitoli sono dedicati, come detto, agli ebook: cosa sono, come si creano, dove si pubblicano, come si promuovono.
In definitiva, Scrivere 2.0, per quanto – come tutte le pubblicazioni che riguardano la Rete – in alcuni punti risulta superato dagli aggiornamenti continui che si verificano in Rete, resta ancora un manuale molto ben fatto, di cui si consiglia la lettura.
Le parole della lingua italiana
Arriva in libreria lo Zingarelli 2012, celebre vocabolario della lingua italiana edito da Zanichelli.
Molti sicuramente hanno già in casa una vecchia edizione del vocabolario e, proprio per questo, non contempleranno neppure l’ipotesi di comprarne una più recente. Una posizione che può essere comprensibile per coloro che non adoperano la nostra lingua a fini professionali o di studio. Per chi, invece, usa la lingua italiana per lavoro o a scuola, un vocabolario aggiornato è una necessità: la lingua italiana, essendo una lingua viva, è in continuo aggiornamento.
Ma quanto è cambiata la lingua in questi ultimi anni? Me lo sono chiesto e ho provato a fare un piccolo confronto tra l’edizione 2005 e quella 2012 dello Zingarelli, aprendo a caso una pagina e vedendo che differenze ci sono.
Nell’edizione 2005 il lemma “paraorecchie” è il primo della pagina 1264. Resta il primo lemma della pagina anche nell’edizione 2012, ma compare a pagina 1603. Ora, se si considera il fatto che, in entrambe le edizioni, il primo lemma del vocabolario (“a”) compare a pagina 15, risulta lampante la differenza.
L’ultimo lemma di pagina 1264 dell’edizione 2005 è “parassitismo”, mentre nell’edizione 2012 l’ultimo di pagina 1603 è “parasole”. Nell’edizione più vecchia nella pagina 1264 compaiono 51 lemmi, mentre nell’ultima edizione, nella pagina 1603 ne compaiono 45.
Tra la voce “paraorecchie” e il lemma “parasole” nell’edizione 2012 ci sono ben tre lemmi nuovi non presenti nell’elenco del 2005: “parapedonale”; “paraponzi” e “parasociale”.
Ma al di là di tale rapido confronto, vale la pena dare un’occhiata ai numeri dell’edizione 2012: 143000 voci (di cui 1500 nuove rispetto all’ultima edizione), 72000 etimologie, 11600 citazioni letterarie, 1000 schede di sfumature di significato e la segnalazione di 2900 parole da salvare. Il tutto in un volume di 2720 pagine.
Lo Zingarelli 2012 è disponibile in versione integrale anche in DVD-Rom (per Windows), nel quale vi sono anche la trascrizione fonematica e la pronuncia sonora di tutte le parole; l’analizzatore morfologico e il Dizionario della lingua italiana di Niccolò Tommaseo. Inoltre è possibile consultare il vocabolario online (grazie alla licenza annuale), su iPhone, iPad e iPod Touch.
Smau 2011: innovazioni italiane
Mandare un messaggio dopo la morte
Immagina di morire e di essere l’unico a conoscere le tue password, lasciando, in tal modo, i tuoi collaboratori privi di accesso a file importanti. Immagina che i tuoi cari non riescano a trovare i tuoi estremi bancari, o che tu muoia portando con te un segreto che non hai mai rivelato.
Il servizio verifica periodicamente che l’utente sia ancora in vita e se non riceve risposta (“Aspetta: sono ancora vivo”), fa partire uno o più messaggi indirizzato/i a uno o più destinatari scelti in precedenza dall’utente stesso.
Il sito (apprendo da un articolo di “IL” – mensile de “Il Sole 24ore” – ora in edicola) è frutto di un’idea venuta nel 2006 al professore di psichiatria David Eagleman e non è l’unico che, da quell’anno in poi, dà la possibilità a quanti usano delle password di consegnarle, da morti, nelle mani di coloro di cui, in vita, si sono fidati.
Ma si possono anche comunicare ai vivi altri tipi di messaggi, oltre alle proprie password. Infatti, tra gli “usi” contemplati, oltre alla già ricordata possibilità di rivelare un segreto o gli estremi bancari, vi è anche la possibilità di comunicare gli “ultimi desideri”, le istruizioni per il funerale…
La necessità di un tale servizio, in modo forse inconscio, avevo sentito ed espresso nel 2005 in un mio post che avevo chiamato La Morte e Internet. Lì avevo parlato di una specie di vita eterna, in quanto, nessuno avrebbe potuto cancellare i miei blog (e i mei profili sociali) dopo la mia morte, poiché le password sono possedute solo da me.
Dal 2006 (ma per me da oggi), con i servizi sopra descritti, la cancellazione dei miei profili e dei miei blog diventa possibile anche dopo la mia morte.
Fonte: Chiara Albanese, Chi cura le password del morto, in “IL”, ottobre 2011, pp. 129-130.
Wikipedia contro la Legge bavaglio
Wikipedia è “l’enciclopedia” dei navigatori. Oggi i suoi contenuti non sono accessibili e la ragione è spiegata in uno strepitoso comunicato che chiarisce ai più cosa potrebbe succedere al Web in Italia se la “Legge bavaglio” (DDL intercettazioni) venisse approvata e, in particolare, se passasse il comma 29.
Credo che quasi tutti i blogger in questi giorni siano venuti a conoscenza del famigerato e liberticida comma in parola, ma il fatto che Wikipedia sia scesa in campo in modo tanto chiaro e clamoroso farà riflettere senza dubbio anche quanti, fino a oggi, il problema non se lo erano posti, magari perché il Web vivono da lettori e non da autori.
Io la pagina con il comunicato l’ho salvata così com’è e ne ho fatto un pdf a futura memoria.
Cara lettrice, caro lettore,
in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c’è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.
Prosegui la lettura su Wikipedia
Pulpiti, armadi e racconti
Penso che una persona pubblica dovrebbe anche essere una persona trasparente e dovrebbe agire sempre di conseguenza, ovvero, dovrebbe “fare ciò che dice”.
Penso che per le persone pubbliche anche il loro privato debba essere pubblico.
Chi decide di salire su un pulpito per mettersi a predicare, credo debba dimostrare di essere onesto intellettualmente e non debba mai ricorrere all’abusato “fate come dico, ma non fate come faccio”.
Credo che la predica debba sempre venire da un pulpito che non nasconde armadi pieni di scheletri.
Sono convinto che gli armadi delle persone pubbliche debbano sempre poter essere aperti e raccontati.
Ritengo che sia dovere della stampa aprire quegli armadi e documentarne il contenuto.
Armadi chiusi, racconti censurati e predicatori opachi sono il cancro delle democrazie libere e civili.
_____
Vedi anche Trasparente sempre e Outing





